I grandi report della Trovarobato - Enrico Gabrielli: MONDO CANE EUROPEAN TOUR (terza parte)

-DE MONDO CANE3-
GIORNO 3
"una trama risibile..."
Scendo dal letto all'indietro. Non so mai dove lascio le scarpe. E il mio cervello se ne frega di dove lascio le scarpe. Per cui è successo che a sto giro o io o il mio cervello abbiamo entrambi sbagliato. Metto giù i piedi ma non riesco a fare ciò che volevo. Perchè le mie scarpe si frappongono tra me e il pavimento. L'equilibrio lo perdo su di loro e vado all'indietro. Come fare a descrivere? Insomma, come inciampare in una scala mobile. Contro un angolo di una colonna picchio forte dietro l'orecchio sinistro e mi scortico il gomito. Perdo i sensi. Mi risveglio e guardo il soffitto per un pò. Toh, è tutto rigato. Giù nella hall cerco di dire agli altri:
"hO pIccHIato la tEsT"ma mi mangio le parole. E poi non c'è nessuna pietà per chi si fa male da solo. Non c'è abbastanza martirio.
Dopo il check faccio due passi per Wroclaw. E molte donne che vedo sono esperienze.
Poi dall'innamorarsi 10 volte, mi accorgo di essermi perso. In piazza del mercato ci sono strade che escono ad ogni angolo e non una sola scritta che io riconosca. A parte "droga" che vuol dire però "sosta".
Mi sento davvero stupido. Chiamo Asso per chiedergli una mano. Ma che ne sa lui? Mi sento sempre più stupido. Visto da fuori devo sembrare un tizio che o vuole strangolare qualcuno che non si fa trovare o che ha perso un figlio. Frantic per 40 minuti. L'Europa mi gira intorno, anche il sorriso tagliente della ragazza che ha visto con me una macchina salire a cavolo sul marciapiede, e il ragazzo con un cartello al collo che mi chiede di battere il cinque, come nei primi anni novanta per colpa di Jovannotti.
I miei ritardi si giocano sugli ultimi 5 minuti.
C'è qualcosa che mi ritarda. Ah tipo scrivere di questo...
"Ci sono le rondini, nonna." Kammermusik N.1, Op.24 n.1 (1921), Terzo Movimento di Paul Hindemith.
POLONIA-ITALIA
L'aereo lufthansa da Monaco a Malpensa è stato un'esperienza atroce, sembrava di scendere da delle piramidi, senza piramidi. Ho stretto in bocca la Repubblica per mantenere la calma. Bestemmiavo, invocavo il cristo in modo selvaggio e sottovoce. Lo stewart aveva una faccia di cera, ma lo so che anche lui si cagava sotto. Un puzzo di ascelle pestilenziale. Davanti a me una coppia: lui stringeva la testa di lei. Mi son detto: "se torniamo sani e salvi chiedo il biglietto indietro. E bada che lo saprei dire anche in tedesco.".
Poi al solito, arrivi sano e salvo e gli altri ti prendono in giro perchè sei un cagasotto e che c'è miliardi di aerei in volo al giorno e che solo il 3 per cento dela popolazione mondiale vola. Il che non è di conforto perchè spunta fuori dunque che non ci sono poi tutti questi aerei nel mondo, no? E quindi che si potrebbe incappare in incidenti anche più spesso, no?
Maledetto Final Destination, maledetto Fairless, maledetto Internazionale con quel cazzo di servizio su usi pratici e tecniche di sopravvivenza in caso di fuoriuscita dall'abitacolo per incidente aereo. Come se precipitare da un aereo o da un palazzo di dieci piani sia lo stesso: sì la velocità è la stessa, ma la differenza probabilemente è che nel primo caso uno si suicida e nell'altro vuol tornare semplicemente a casa. E' l'intento che costituisce parte integrante della differenza. Almeno che non stai facendo parkour, hai tredici anni e devi conquistare una tipa per cui buttarsi dal decimo piano di un palazzo è un'esperimento romantico di sicura riuscita.
"E c'era una coppia che guardava un'orizzonte al tramonto: lui in sedia a rotelle."
PS. a Ferrara c'erano gli Estensi e non i Gonzaga. Me ne scuso.
PPSS. nella foto Gabrielli Enrico.
(continua)