Blue Willa

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Blue Willa è il fermo-immagine di qualcosa che è scaturito giorno per giorno, che è impossibile catturare (è quello che succede qui e ora durante i concerti) ma che con buona approssimazione si è provato a restituire in un formato compatto e riproducibile. Per questo la band ha cercato di coinvolgere un’artista con un orizzonte visionario stupefacente come Carla Bozulich, già alla testa di progetti ambiziosi come Evangelista, The Geraldine Fibbers, Scarnella, Ethyl Meatplow. Le affinità tra la band e Carla tracciano un percorso trasversale in costante movimento in una terra di mezzo tra Pixies e Diamanda Galás, Kurt Weill e Iggy Pop, echi di torride melodie mediterranee e richiami di nativi americani, paesaggi sonori solcati dalle fantasticherie di Edgar Allan Poe o Italo Calvino, rumori inquietanti, animali, campane, gitani, punk.

Nei tanti anni vissuti a fianco di questi musicisti abbiamo aspettato a lungo questo momento, l’uscita del disco che potesse restituire a pieno l’emozione della loro musica e che trovasse un punto di equilibrio tra le loro diverse anime. Signori, il momento è arrivato: ecco a voi i Blue Willa, per noi una esperienza coinvolgente e totalizzante.
Blue Willa, un buco nero che si nutre di emozione ed energia.

Antefatto

Blue Willa nascono a partire dalla lunga esperienza dei Baby Blue, band della quale facevano parte Serena Alessandra AltavillaMirko MaddalenoGraziano RidolfoDuccio Burberi. Nati nel 2004, i Baby Blue si sono esibiti in centinaia di concerti in giro per l’Italia, pubblicando un EP omonimo, un disco autoprodotto intitolato Come! (con la produzione artistica di Paolo Benvegnù) e un album con Trovarobato nel 2010 dal titolo We Don’t Know. Sempre nel 2010 entra a far parte della band Lorenzo Maffucci, già organizzatore di eventi di contaminazione tra le arti e solista nel progetto Mangiacassette, suonando il basso nel tour che segue l’uscita del disco e sostituendo Duccio nella formazione.
Alla fine di un lungo tour italiano, con un paio di puntate estere tra cui il festival “Monkey Week” in Spagna e dopo la pubblicazione in video di uno dei concerti più rappresentativi del tour, i Baby Blue registrano i provini di una decina di nuovi brani che poi arriveranno a Carla Bozulich, che accetterà di produrre il nuovo album.
Al termine delle registrazioni, visti i numerosi avvenimenti che nel frattempo hanno portato ad una drastica evoluzione del suono e delle intenzioni del gruppo, il gruppo decide di cambiare il nome in Blue Willa. Prima ancora che il disco omonimo sia uscito, la band comincia a farsi conoscere all’estero, suonando in Germania (partecipando anche al festival Reeperbahn di Amburgo), Svizzera, Austria, Slovenia, Croazia, Serbia, Slovacchia e Repubblica Ceca.

 

La Famosa Etichetta Trovarobato

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