“Fluttarn”, terza uscita e secondo album dei C+C=Maxigross, è stato uno degli album indipendenti italiani più importanti dello scorso decennio.
Il respiro internazionale della band, amplificato dai tour all’estero, dalla loro partecipazione a festival internazionali (i C+C sono stati il primo gruppo italiano nel 2016 ad essere inseriti al fianco di artisti come PJ Harvey, Radiohead, Tame Impala e Sigur Rós, nel cartellone ufficiale del Primavera Sound), e dalle collaborazioni con artisti del calibro di Marco Fasolo, Martin Hagfors e soprattutto del compianto Miles Cooper Seaton degli Akron Family, hanno reso Fluttarn una tappa fondamentale nella storia della band. Una storia che era nata nel 2008 sui monti della Lessinia per il puro piacere di registrare una manciata di folk song tra amici in una casa di montagna e che si è evoluta fino a far diventare il collettivo un vero e proprio punto di riferimento della scena folk psichedelica al di fuori dei confini nazionali.
Oggi l’evoluzione musicale dei Maxigross li ha portati verso un sound diverso – come dimostra il loro nuovo album “Nuova Era Oscura, vol. 2” in uscita per Dischi Sotterranei il 7 novembre – ma Fluttarn conserva tutta la freschezza e la creatività di quel periodo e per questo, a dieci dalla sua uscita, i C+C= Maxigross e Trovarobato hanno deciso di ripubblicarlo con l’aggiunta di tre tracce inedite e una (“31D”) già uscita nella compilation “Musica, Troppa Musica Vol. 2” (ottobre 2024).
La band commenta così questo anniversario: “Quando eravamo nel bel mezzo della produzione del disco che sarebbe diventato Fluttarn (ci lavorammo nove mesi!) venne su in alta quota ai Vaggimal Studios, dagli States, un allora per noi semi sconosciuto Miles Cooper Seaton, che avevamo conosciuto a malapena l’estate prima invitandolo a suonare nel nostro primo illegalissimo Lessinia Psych Fest. Con lui in quell’occasione registrammo un altro disco che è rimasto nel cassetto per nove anni (è uscito l’anno scorso col nome di Vaggimal Sessions) ma ovviamente gli facemmo sentire anche il materiale a cui stavamo lavorando per conto nostro e così, per quanto non intervenne nella produzione artistica, ci consigliò di concentrare il disco in meno brani, per renderlo più solido e focalizzato. Fu un consiglio importantissimo che ascoltammo, e a riascoltarlo oggi l’equilibrio di quel disco dalla gestazione lunghissima funziona anche perché non inserimmo questi brani rimasti inediti. Tuttavia a riascoltare oggi gli inediti respiriamo ancora la stessa fresca atmosfera montanara di allora, che ci spinse a dilatare ed espandere la nostra visione della psichedelia, che fino al capitolo precedente Ruvain era ancora prevalentemente acustica. Questi brani sono perfettamente in linea con lo spirito di Fluttarn e, a dieci anni dalla pubblicazione di quel disco che ci ha cambiato la vita non solo come artisti, ci sembrava bello e naturale poterli condividere con chi ha vissuto quel disco e quel periodo assieme a noi“.